STORIA DI TARANTO

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La Timeline Di Taranto
Le Origini

2019 a.C. - Leggenda

Taras Simbolo

La leggenda parla di Taras, un altro mitico eroe di origine cretese, figlio di Poseidone e di Satiria, figlia di Minosse, il quale, salvato miracolosamente, come Falanto, durante una tempesta da un delfino, sarebbe approdato intorno al 2019 a.C., cioè 1266 anni prima della fondazione di Roma, alla foce del fiume che oggi porta il suo nome.

 

Da Taras sarebbe derivato anche il nome della città, coma da Satiria quello di Capo Saturo.

 

A parlarcene è Aristotele, quando dice che Taras è rappresentato sul dorso di un delfino sulle monete tarantine.

 

Leggi anche l’approfondimento a cura di Nicola Sportelli: la leggenda di Taras

 

Fonte: La Città Antica di Taranto (Mandese Editore)

Photo creditquattrocchio.eu

706 a.C. - Fondazione

Storia di Taranto - Guerriero Spartano

Le testimonianze antiche più importanti sono quelle di Antioco e di Etiforo che concordano nell’attribuire la fondazione della città ad un gruppo di coloni, provenienti dal Peloponneso e, precisamente, dalla Laconia.

 

Sarebbero stati i Parteni, forse i figli illegittimi nati mente i soldati spartani erano impegnati nella I guerra messenica che, privati dei diritti riconosciuti agli altri cittadini, si sarebbero ribellati insieme agli Iloti e, sotto la guida dell’ecista Falanto, avrebbero colonizzato Satyrion (oggi torre del Saturo).

 

Qui giunti, i Parteni avrebbero combattuto contro i Barbari e i Cretesi che già vi abitavano e, quindi, avrebbero fondato Taranto.

 

Fonte: La Città Antica di Taranto (Mandese Editore)

Photo creditthejohnsongalleries.com

Taranto Antica: Età Ellenistica

500 a.C. - La Civiltà Greca

Iapigi

Intorno al 500 a.C. la città era governata da un istituto di tipo monarchico. È noto infatti un re tiranno di nome Aristofilide ed una conflittualità politica tale da provocare un gran numero di esuli.

 

L’ultimo re tarantino, legato ad una discendenza che prediligeva interessi di tipo esclusivamente agricolo, fu indotto per mentalità a tradurre erroneamente la grandezza della sua gente in potenza bellica. Per questo, continue furono le aggressioni condotte ai danni dei vicini Peucezi e Messapi, fino alla definitiva sconfitta subita da parte degli Iapigi nel 473 a.C., annoverata dallo storico greco Erodoto tra le più gravi sconfitte inflitte a popolazioni di stirpe greca.

 

FonteWikipedia

Photo creditmuseovirtuale-altervista.org

 

Orecchino in oro, fine IV secolo a.C.

Orecchino in oro, fine IV secolo a.C.

 

Photo creditWikipedia

415 a.C. - L'Alleanza Con Sparta

Rappresentazione Guerriero Spartano

La democrazia non arrestò la sua aggressività verso il mondo esterno e nel 433 a.C., dopo 10 anni di guerre, arrivò la conquista della Siritide contro Turi che si concluse con la costituzione della sub colonia di Heraclea (l’attuale Policoro).

 

Verso la fine del secolo Taranto garantì il suo appoggio esterno a Sparta e all’alleata Siracusa durante la vittoria di Sparta sull’Atene del generale Pericle nella seconda guerra del Peloponneso. Lo fece negando nel 415 a.C. l’approdo nel suo porto alle navi ateniesi dirette verso la disastrosa spedizione siciliana.

 

Proprio Dionigi di Siracusa, sconfitto l’esercito della Lega Italiota, trasferisce il potere di questa alla città di Taranto, accrescendone la sua importanza.

 

FonteViviTaranto.eu

Photo creditWikipedia

Storia Di Taranto: Era Romana

280 a.C. - La Prima Guerra Con Roma

Busto di Pirro

La prima guerra con Roma scoppiò quando un gruppo di giovani tarantini affondò alcune navi romane, che, violando i trattati, si aggiravano nel golfo. I Romani chiesero soddisfazione; ma essendo stati oltraggiati i loro ambasciatori, dichiararono guerra.

 

I Tarantini chiamarono in aiuto Pirro, re dell’Epiro, che accorse col suo esercito (23.000 fanti, 4000 cavalli e 50 elefanti). Iniziata bene per i Tarantini, la guerra volse in favore dei Romani: Pirro fu costretto a ritirarsi, e i Romani imposero la loro alleanza e un presidio nella Rocca.

 

La battaglia di Heraclea è la prima grande battaglia combattuta contro i Romani da Pirro re d’Epiro venuto in Italia come alleato dei Tarentini allora in guerra con Roma. I Romani avevano spedito contro di lui il console Publio Valerio Levino, il quale probabilmente con uno dei soliti eserciti consolari, cioè con due legioni forti insieme di circa 20.000 uomini, mosse dal sud lungo le sponde del Mar Ionio, alla volta del nemico.

 

FontiTravelItalia.com e Treccani.it

Photo creditWikipedia (Busto di Pirro di epoca romana, dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli)

209 a.C. - L'Assedio Di Taranto

Annibale giura odio ai Romani

L’assedio di Taranto del 209 a.C. portò alla riconquista della città e del porto di Taranto da parte dei romani. La città infatti nel 213/212 a.C. si ribellò a Roma e permise ai cartaginesi guidati da Annibale di entrare nelle mura della città, annientare la forza romana e fare razzía di tutti i romani di qualsiasi ceto che vi risiedevano. L’azione di Annibale, come confermano molti scritti storici, non fu un’azione di forza contro la popolazione di Taras, ma coordinata con i cittadini stessi, greci per origine, che non gradirono mai la colonizzazione romana.

 

L’epoca romana fu per Taranto un lungo periodo di tranquillità. La città diventò rifugio di molti romani che, stanchi delle lotte civili e della vita dell’Urbe, cercavano un po’ di serenità e un dolce riposo. Le delizie di Taranto furono cantate da Virgilio e da Orazio.

 

Con la caduta di Roma e l’avvento del Cristianesimo, Taranto fu una delle prime città ad abbracciare la nuova fede.

 

FontiWikipedia e TravelItalia.com

Photo creditWikipedia

Taranto Storia: Impero Bizantino

15 agosto 927 d.C. - La Devastazione Dei Saraceni

Saraceni

Certamente il X secolo non si aprì bene per Taranto. Numerose erano le incursioni dei Saraceni in cerca di bottino e di schiavi da vendere in Africa settentrionale.

 

Il 15 agosto 927 d.C. un numeroso esercito di infedeli espugnò la città, uccidendo la maggior parte dei cittadini e portandosi in Africa quei pochi che riuscirono a sopravvivere. Qualche famiglia riuscì a scampare all’eccidio e alla schiavitù come i Merlato e i Giungato che ritornarono in città quando questa fu ricostruita.

 

Fonte: ImperoBizantino.it

Photo creditANSPI Ascoli Satriano

967 d.C. - La Rifondazione Di Taranto

Niceforo II Foca

Nel 967, dopo quarant’anni, l’imperatore bizantino Niceforo II Foca, considerato il secondo fondatore di Taranto, cedendo alle reiterate pressioni dei superstiti, s’interessò alla città e decise di ricostruirla, edificando l’odierno Borgo Antico; in questa operazione sparirono gli ultimi resti della città antica e dell’acropoli, fece colmare il tratto costiero lungo il mar Piccolo per facilitare il lavoro dei pescatori, costruì un ponte su 7 arcate e ricostruì l’antico acquedotto romano su 203 arcate, che proprio attraverso il ponte, convogliava nella città le acque delle vicine Murge.

 

Fonte: Wikipedia

Photo credit: Wikipedia

Storia Di Taranto: Il Principato Di Taranto

1086 - Il Principato Di Taranto

Ritratto immaginario di Boemondo

Il 1071 segna la fine definitiva della dominazione bizantina e l’inizio di quella normanna in Puglia.

 

Alla morte di Roberto il Guiscardo nel 1086, il regno normanno dell’Italia meridionale fu diviso tra i figli Boemondo e Ruggero.

 

Taranto, insieme a Brindisi, Oria, Gallipoli e altre città pugliesi, formarono il Principato di Taranto sotto Boemondo (…).

 

Fonte: La Città Antica Di Taranto (Mandese Editore)

Photo creditWikipedia (Ritratto immaginario di Boemondo)

1240 - Manfredi, Principe Di Taranto

Manfredi, principe di Taranto

Per concessione imperiale, confermata dal testamento di Federico II, Manfredi ricevette il Principato di Taranto e le contee di Tricarico, Montescaglioso e Gravina, dalla fonte del Bradano (presso il castello di Lagopesole) sino a Polignano a Mare e da lì sino a Porta Roseti (Roseto Capo Spulico) e anche la signoria di Monte Sant’Angelo, tradizionalmente assegnata alle regine di Sicilia.

 

Egli era quindi il barone più potente nel Regno e disponeva di feudi strategici per il dominio della Puglia, divenuta sotto Federico II regione centrale del Regno.

 

Fonte: Treccani.it

Photo creditWikipedia (Manfredi, principe di Taranto)

La Storia Di Taranto: Età Moderna

1465 - Annessione Al Regno Di Napoli

Emblema degli Angiò principi di Taranto

Ferdinando I di Napoli, conosciuto anche come Re Ferrante, alla morte della moglie Isabella unisce il Principato di Taranto con il Regno di Napoli. Fu a partire dal loro primogenito, l’allora Duca di Calabria e futuro Alfonso II, che divenne abitudine dei re di Napoli attribuire il titolo di Principe di Taranto ai loro figli, pur essendo il principato di fatto scomparso.

 

Fonte: Wikipedia

Photo creditWikipedia (Emblema degli Angiò principi di Taranto)

1 marzo 1502 - Taranto Nelle Mani Degli Spagnoli

Ferdinando Consalvo di Cordova

Dopo il Trattato di Granada (1500), che vide la spartizione del Regno di Napoli tra Aragonesi di Spagna (Calabria e Puglia) e Francesi (Terra di Lavoro, Napoli, Gaeta, Abruzzo), il 1° marzo 1502 Taranto fu occupata dal Gran Capitano degli spagnoli Ferdinando Consalvo di Cordova.

 

Anche questo assedio fu lungo, perché gli assediati ricevevano aiuti dal Mar Piccolo, per cui Don Consalvo (…) fece trasportare via terra alcune galee dalla rada di Mar Grande nel Mar Piccolo, da dove sferrò l’attacco finale.

 

Taranto passò, quindi, nelle mani degli Spagnoli, a cui, in seguito, rimase sempre fedele.

 

Fonte: La Città Antica Di Taranto (Mandese Editore)

Photo creditGranadapedia (Ferdinando Consalvo di Cordova)

Storia Di Taranto: Regno d'Italia

1799 - Adesione Alla Repubblica Partenopea

Bandiera Repubblica Partenopea

Dopo la presa della Bastiglia, il 14 luglio 1789, e con la nascita della “Repubblica Francese” le idee rivoluzionarie arrivarono anche a Napoli e a Taranto. Sul Castello ormai carcere affidato a vecchi soldati in pensione, fu facile sostituire l’8 febbraio 1799 la bandiera borbonica con quella tricolore repubblicana (rosa, gialla, azzurra).

 

Ma la Repubblica di Taranto durò solo un mese perché nel frattempo il re di Napoli il Borbonico Ferdinando IV era ritornato al potere aiutato dal cardinale Ruffo.

 

Fonte: tarantocitta.it

Photo creditWikipedia (Bandiera repubblicana)

1809 - Ducato Di Taranto

Il Maresciallo MacDonald

Nel 1806, Napoleone Bonaparte istituì il Ducato di Taranto, che comprendeva Taranto, Ceglie Messapica, Grottaglie, Leporano, Ostuni, Carovigno, San Vito dei Normanni, Sava, Oria e Francavilla Fontana. Furono infatti costruite nuove caserme e fortificazioni, come il Forte de Laclos sull’Isola di San Paolo.

 

Il titolo di duca di Taranto e dell’impero fu conferito da Napoleone Bonaparte al maresciallo dell’Impero Étienne Jacques Joseph Alexandre Macdonald il 15 agosto 1809.

 

Fonte: Wikipedia => Storia di Taranto (Regno d’Italia) e Étienne Jacques Joseph Alexandre Macdonald

Photo creditWikipedia (Il Maresciallo Macdonald)

La Storia Di Taranto: Le Guerre Mondiali

2 agosto 1916 - Affondamento Corazzata Leonardo Da Vinci

Durante la I guerra mondiale fu affondata la corazzata Leonardo da Vinci nel porto di Taranto.

 

La nave andò perduta per un’esplosione il 2 agosto 1916 mentre era all’ancora nel porto di Taranto. All’epoca si disse a seguito di un sabotaggio di incursori austro – ungarici, anche se neppure successivamente si trovarono prove a confermarlo.

 

Oggi si tende ad accreditare la tesi che l’esplosione sia stata causata dallo scoppio di una carica di cordite in un deposito munizioni.

 

La nave venne recuperata il 17 settembre 1919, ma il progetto della sua riparazione venne abbandonato. Fu venduta alla demolizione il 26 maggio 1923.

 

Fonti: Narkive e AgenziaBozzo.it

Video creditfidante

 

Corazzata Leonardo Da Vinci

Photo credit: AgenziaBozzo.it

11 novembre 1940 - La Notte Di Taranto

Schema di attacco degli aerosiluranti

La notte dell’11 novembre 1940, storicamente conosciuta come “Notte di Taranto“, gli aerosiluranti partiti dalla portaerei inglese Illustrious bombardarono la flotta italiana nel mar Piccolo, semiaffondando la corazzata Conte di Cavour, danneggiando gravemente le corazzate Littorio e Caio Duilio, e provocando 59 morti e circa 600 feriti.

 

L’attacco inglese si sarebbe svolto in due ondate: la prima verso le 22:45 e la seconda una ora dopo ciascuna ondata composta da 12 aerei di cui due bengalieri, quattro bombardieri e sei siluranti; mentre i bengalieri avrebbero disseminato i loro bengala per rischiarare la zona dell’attacco, i bombardieri avrebbero attaccato le navi minori ancorate nel mar Piccolo, per distogliere l’attenzione dai siluranti incaricati di colpire le navi principali, nel Mar Grande.

 

Tra le 20:35 e le 20:40 gli aerei della prima ondata decollarono dalla portaerei, mentre la seconda ondata ridotta a nove aerei, che poi divennero 8 per il rientro di uno di essi dovuto alla perdita in mare del serbatoio supplementare di benzina, decollò tra le 21:28 e le 21:34.

 

Fonti: Wikipedia e regiamarinaitaliana.it

Photo creditWikipedia

 

Attacco inglese nel Mar Grande

Photo credit: regiamarinaitaliana.it

Taranto Storia: Il Secondo Dopoguerra

1965 - Inaugurazione Italsider

Italsider

Nel 1965 fu inaugurato dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat il IV Centro Siderurgico Italsider, il più grande centro per la produzione dell’acciaio in Europa. Grazie a questa nuova realtà industriale, e disponendo di un grande porto mercantile, la città conobbe un altro e più marcato slancio dell’economia locale.

 

La decisione favorevole di localizzare il nuovo impianto a Taranto è sollecitata Emilio Colombo, ministro Dc del Tesoro, e da Pastore (Cisl), ma solo la sotituzione di Manuelli con Marchesi alla presidenza della Finsider sblocca il progetto: i lavori hanno inizio nel 1960 e si concludono nel 1964.

 

Fonti: Wikipedia => Storia del capitalismo italiano dal dopoguerra a oggi

Photo creditLinkiesta

2004 - Stazione Navale Marina Militare

Nave Cavour

(…) già nel dopoguerra, si avvertì l’esigenza di trasferire in Mar Grande la Stazione Navale, sia per assicurare una maggiore mobilità alla flotta, sia per ridurre l’impatto che l’apertura del ponte girevole aveva sulla città.

 

Pertanto, nel 2004 fu inaugurata la stazione navale affacciante direttamente sul Mar grande con una estensione di oltre 60 ettari e uno sviluppo di oltre 2 km di banchine, relegando la vecchia stazione ad attracco di navi in disarmo e di unità marine necessitanti di lavori.

 

Fonte: commissariobonificataranto.it

Photo creditAntonio Piccolo

Il Futuro Di Taranto

Photo credit copertina: Giuseppe D’Angela

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